MIOPIA

La miopia è un’anomalia refrattiva che disturba in prevalenza la visione per lontano.

La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfuocati e la visione migliora con la diminuzione della distanza dal punto d’osservazione.

Ciò accade poiché la messa a fuoco delle immagini, che in un occhio emmetrope cade sulla retina, avviene davanti a essa.

Quando si osserva, i raggi luminosi attraversano i mezzi diottrici dell’occhio, come la cornea e il cristallino, e convergono all’interno del bulbo oculare formando un’immagine.

In caso di miopia quest’ultima si posiziona davanti alla retina, il punto di fuoco, quindi, risulta spostato verso la pupilla e genera una visione sfuocata.

I sintomi della miopia possono essere:

  • vista sfuocata nell’osservare l’infinito
  • necessità di avvicinarsi ai punti d’osservazione, come ad esempio, più vicino al televisore, allo schermo cinematografico o nella parte anteriore dell’aula, ecc
  • tendenza a strizzare gli occhi e/o chiudere parzialmente le palpebre nel tentativo di migliorare la visione
  • emicrania causata da un eccessivo affaticamento degli occhi
  • sensazione di avere le palpebre pesanti, disagio talvolta esteso nella zona tempiale
  • difficoltà nella guida di un mezzo in particolare in presenza di scarsa illuminazione e nelle ore notturne
  • lettura a distanza ridotta rispetto alla media
  • tendenza a strofinare spesso gli occhi

Il grado della miopia, si misura in diottrie con intervalli di ¼  di diottria (0,25).  Nel caso della miopia, il potere è negativo, quindi il simbolo matematico che precede il valore è il meno ”-”

Si considera miopia lieve tutte le diottrie fino a -3.00. Da -3.00 a -6.00 diottrie è considerata miopia media, mentre con valori maggiori di -6.00 diottrie si considera la miopia di grado elevato

La miopia si definisce:

assiale: dovuta a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare

refrattiva: legata alla condizione degli elementi rifrangenti dell’occhio. A sua volta si definisce:

  • da curvatura: quando la curvatura dei mezzi refrattivi dell’occhio, in particolare la cornea, risulta maggiore o eccessiva
  • da indice: quando varia l’indice di refrazione dei mezzi refrattivi, in particolare il cristallino, come nelle fasi iniziali e intermedie della cataratta. Spesso anche a seguito di alterazioni metaboliche

miopia semplice: l’occhio risulta troppo lungo per la sua potenza ottica, oppure otticamente troppo potente per la sua lunghezza assiale. La miopia semplice raggiunge raramente le 10 diottrie. È la forma di miopia più diffusa

ereditaria: riferita al fatto che si erediti la tendenza a diventare miopi

congenita: dalla nascita e/o prima dei sei anni si manifesta il disturbo miopico

evolutiva: miopia collegata saldamente allo sviluppo del bambino

giovanile: si manifesta entro i 20 anni. Spesso l’ereditarietà ne è la causa

dell’adulto: si manifesta dopo i 20 anni

notturna: in condizioni di scarsa illuminazione o durante le ore notturne, l’occhio autoregola la luce in entrata variando il diametro pupillare e la fase accomodativa originando aberrazioni, manifestando il difetto. Nella visione diurna e comunque in presenza di illuminazione, la visione risulta normale. È presente in tutti i soggetti, è più diffusa nei giovani piuttosto che negli anziani

acquisita, indotta o transitoria: è la conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci (i diuretici ad esempio), dall’aumento della glicemia, dalla sclerosi del nucleo del cristallino, ecc

da campo vuoto: si manifesta in mancanza di stimoli visivi ma non necessariamente al buio. Al manifestarsi di nebbie, piogge fitte ecc. Il fenomeno è momentaneo

pseudomiopia: annebbiamento distanza causato da spasmo. La contrazione involontaria del muscolo ciliare peggiora la capacità visiva facendo insorgere miopia o peggiora un difetto visivo già esistente. Spesso il disturbo è transitorio

da deprivazione: si sviluppa della miopia quando ad esempio l’occhio viene occluso con del bendaggio per periodi prolungati